13/09/2014 – Alpe di Siusi – Rif. Tires – M.te Pez – Tufalm - Siusi

Sergio, Giovanni, Franco, Gaetano, Alex, Claudio

Ola bikers,
Con estremo piacere passo al resoconto di questa classica che ha visto 6 componenti del gruppo POT arrivare (‘e no ghera dubi!’) alla cima del Pez a 2563 m. La partenza è ad un orario tale che all’ora della sveglia è ancora buio (c’è chi ha puntato la sveglia alle 05.45…).
Guardando fuori però si intravede che almeno non piove e che verso la Mendola pare tutto sereno. Nessun SMS arriva e quindi si parte. Due equipaggi come stabilito e via per il parcheggio della stazione a valle della funivia per l’Alpe di Siusi… (la temperatura è sui 9 gradi e c’è chi sta in maniche corte… esorcizza?) Ora anche la bici paga (fino allo scorso anno era gratuita…). 10 Euro per noi e 2 Euro per la bici.
Alpe di Siusi
Caffè al baretto (rifatto nuovo al posto del chiosco che c’era prima) e via con la prima cabina… io e Giovanni ci infiliamo nella cabina dove si era infilata una splendida signorina con un platò di paste… si parla del più e del meno ma le paste non le molla… ci chiede se caso mai avessimo noi del caffè…. Ovviamente non lo abbiamo, ma dalla prossima volta che si prende la funivia un piccolo termos di caffè… non si sa mai!
All’arrivo all’Alpe ci saranno 8 gradi ma il tempo sembra tenere: praticamente da dove siamo noi verso il Sassolungo è molto nuvoloso… ma verso la Mendola è tutto sereno fino all’orizzonte. Una occhiata alla cima Coppi del giro, foto e partenza. Fino al Malknechthütte nessun problema, caffè anche qui e scorta di tubetti di miele (grazie ad Alex-manolesta che gira il dispenser all’insaputa della siora del bar).
La siora del rifugio, interpellata sul tempo, ci dice che tiene e viene sicuramente bello! Rassicurati dall’indigena partiamo alla volta del rifugio Alpe di Tires: discesa e risalita al bivio col Passo Duron (vecchia conoscenza di qualche settimana fa). Inizia la stradina cubico-cementata che ci porterà al Tires. Giovanni e Sergio ci provano (a stare suoi pedali e con buoni risultati) , Alex pure ed io di conserva con Franco e Claudio (in debito di gambe per il mese e rotti di astinenza dall’uso del mezzo ciclistico… causa ferie ed altro) a chiudere il gruppo. Questo sarà anche l’ordine di arrivo. Complimenti a Giovanni e Sergio che riescono anche a pedalarla bene per alcuni tratti.
Durante la salita il tempo è bello chiuso, aria di pioggia nell’aria. Il Sasso Piatto alle nostre spalle è avvolto da nubi pesanti… verso Ovest non si vede nulla dato che siamo nella valle. Fino al rifugio non è dato di sapere come sia il tempo dall’altra parte (dove dobbiamo andare noi…). Stavolta entriamo al rifugio, fuori è freddo e Giovanni ha anche il tempo di far volare l’aquilone appositamente portato per stare leggeri!
Decidiamo per un pranzo leggero (sono appena le 11) quasi tutti a base di canederli in brodo o zuppa di orzo. Sergio va con lo Spiegeleier mit Speck und Roestkartoffeln… che qui lo fanno con 3 uova! E costa mi pare 10.5 Euro. Ovvie le Weizen a corredo! Ci vestiamo (gambali e manicotti, maglie e spolverine…) ed usciamo dal rifugio. Cavolo c’è il sole, è bellissimo.
Rifugio Alpe di Tires
Immancabile foto di rito col rifugio alle spalle e partiamo per la discesa sotto i Denti di Terra Rossa fino all’inizio della salita che porta alla parte alta dello Sciliar (alla destra per chi guarda da Bolzano). Lo sapevamo qui si deve spingere ed a tratti la bici la si deve portare a spalle.
ScalettaAlla sommità siamo circa a
2600 metri e la vista verso sud-ovest è memorabile. Le ‘roccette’ della Mendola si intravedono come una righetta orizzontale su una collinetta laggiù in basso…
Anche qui un bella foto e via per la discesa al Rifugio Bolzano: la discesa non è difficile ma siamo un po’ arrugginito-infreddoliti e ci serve qualche centinaio di metri per acclimatarci… comunque bellissima. Arriviamo al Rifugio Bolzano, foto col cartello che immortala l’impresa. Si decide che arrivati qui vale senz’altro la pena di salire alla cima del Pez… saranno 20 – 30 minuti di bici a spinta ma la foto alla croce li vale tutti! E così è stato. Poi discesa dal Pez al rifugio Bolzano che facciamo in bici e poi si parte per il lungo sentiero 1 che ci porterà alla Tufalm (sopra i laghetti di Fiè).
Prima parte lungo i prati dello Sciliar (a dire il vero un cartello dice che per le bici sarebbe vietato… ma cazzarola arrivati fin qui come si rientra se non dalla mitica Prügelweg?).
Arriva la seconda parte molto tecnica, stretta, pendente e sgrebenosa che necessità di passaggi a spinta anche per i più ‘rodato-funamboli’ del gruppo.
Arriviamo così alla Sessel Alm dove le galline scorazzano in pace e ci facciamo un misto di Radler e Weizen. Ci aspetta ancora una bella parte molto dura e non è il caso di esagerare. Ripartiamo ed arriviamo alle passerelle (che secondo un tizio incontrato alla sommità del Pez erano state sostituite da un grigliato in ferro…, me el sior l’era de Bergam de hora, cossa vuto chel sappia). Infatti niente di più falso: la Prügelweg è come la avevamo lasciata: di legno a sezione quadrata con lo spigolo in (s)favore del Nobby Nick!.
Percorriamo anche questa tra vari funambolismi ed arriviamo alla quarta parte della discesa dove, finite le passerelle, inizia un sentiero bello tosto e sgrebenoso con molta ghiaia… arriviamo così alla ‘strada-toboga’ che, fatta veramente a tutta, ci porta sui prati della Tufalm. Siamo proprio soddisfatti!
Alla Tufalm uno strudel per me, Claudio e Sergio passano… mentre Giovanni, Alex e Franco pensano di farsi un panino con lo Speck… ma non ho capito come alla fine arriva un tabiel per 3 persone di ogni ben di dio sudtirolese… gnam gnam, lo strudel è già digerito e faccio compagnia agli altri 3 a divorare speck, formaggio, salame, cetrioli ecc. ed una scodellona di kren che fa rifiatare le narici con le immancabili Weizen… ma quante ne beviamo?. ‘Non contatemi’ insomma (per chi c’era nel lontano 1984 circa, una sera a casa di Sergio).
Prima del Pez

Rifugio BZ

Monte Pez
Ben rifocillati si riparte per la parte tecnica terminale del sentiero 1 che porta al lago superiore di Fiè… siamo tutti lì ad aspettare l’unico passaggio che mai siamo riusciti a fare… ma è stato modificato, un sasso aggiuntivo ci rende facile la via ed aggiungiamo un ‘netto’ sul tabellino della giornata per questo tratto.
Arriviamo ai bagni ‘Ogino Kneipp’ e Giovanni si fa il pediluvio d’obbligo. Ripartenza sulle passerelle Pruegelwegdi legno che ci riportano alla macchina. Al termine di queste Alex si capotta sbattendo il grugno: non ci sono testimoni ma pare che non sia nulla di grave a parte una botta al naso. È lo stesso punto dove io 3 anni fa sono andato dritto nei cespugli e dove , ancora io, 2 anni fa mi sono ‘impegnato’ 4 costole… che porti sfiga?
Al posto in cui ho lasciato le 4 costole, breve cerimonia di esorcizzazione e di nuovo via.
Questo sentiero è un po’ un saliscendi… due palle per circa 4-5 km… arriviamo così all’auto e c’è tempo per ancora un giro di Weizen/Radler, siamo al tramonto.
Qualcuno di noi è stanco morto e qualcun altro deve ancora andare a portare la torta al compleanno del figlio… che ci volete fare ad una certa età siamo gente impegnata… ma POT!
Bene: ultima foto al sole che sta tramontando per una giornata fantastica. Partiti da BZ alle 7.00 e rientrati alle 20.00. Alla fine solo 35 km… e che dire di quelli che dicono che a Monticolo 35 km si fanno in una oretta? Niente da dire, che vengano con noi una volta e poi discutiamo. Ah, dimenticavo di citare i 1300 m di salita.
Bene credo sia tutto, alla prossima!
Gaetano.


PS1:

Scusate se appesantisco un po’ la e-mail con alcune foto… ma mi parevano d’obbligo.
PS2:
Comunque, Domenica… ho fatto ancora 40 km alla Bolzano bici con mia figlia… non abbiamo vinto una bici ma sicuramente ma abbiamo vinto la contentezza di aver pedalato sotto un bel sole, per una volta!

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